Archives Luglio 2019

Bee Movie – Un’Ape Speciale

La piccola ape neolaureata Barry Bee Benson ha di fronte a sè una vita di lavoro nell’alveare di New Hive City. La fabbrica produce, a pieno ritmo, il miele, lavorato dalle industriose api a partire dal nettare portato dagli aviatori (i fuchi-fichi). Le api sono ritratte come scrupolose operaie, la cui vita lavorativa evolve a tal punto in fretta che durante la cerimonia di laurea vengono già convogliate a visitare la fabbrica Honex, dove si divideranno i vari compiti per la produzione del miele. Ma Barry non vuole essere come tutti gli altri, e proprio il suo anticonformismo lo porterà ad uscire in volo dall’alveare, scoprendo il mondo esterno; qui conosce Vanessa, fioraia che gli salva la vita e di cui diventa amico. Barry scoprirà suo malgrado che i pericolosi umani costringono le api a produrre miele per venderlo, e porterà addirittura in tribunale le ingiustizie che vedono protagonisti i piccoli insetti.


Bee Movie è un film dei produttori di Shrek 3, la nota Dreamworks, quindi garanzia di ottime animazioni digitali; il film è pervaso da color vivaci, si potrebbe dire non a caso mielosi, battutine mordaci che punzecchiano le consuetudini umane e ritmo veloce, con simpatiche gag che rendono godibile la storia. Non si può non provare simpatia per il mondo insettesco, fatto di coccinelle e zanzare che si fingono morte sui parabrezza delle auto per scroccare un passaggio agli umani, ignari del piccolo ecosistema in fermento che li attornia. New Hive City si trova nel centro di Central Park, ed è una similitudine del mondo umano, con pregi e difetti (i fuchi sono aviatori dal rude tono militare con carisma e fascino sulle apette, le api operaie sono impegnate in catena di montaggio, e vivono in una specie di metropoli caotica perfettamente organizzata). Compaiono nel film anche personaggi del mondo reale, come Ray Liotta, che sponsorizza una marca di vasetti di miele, o Sting, il cui nome significa pungiglione. Le battute non risultano mai scontate, né ingenue, e il film spinge a riflettere sull’importanza di ogni essere vivente, per quanto piccolo esso sia.
La frase più simpatica:


“Ma lei è un avvocato?” e la zanzara “Madame, sono da sempre un parassita succhiasangue, mi mancava giusto la 24 ore…”


3 Film Streaming che i bambini adoreranno

Non sapete cosa far vedere ai vostri piccoli visto che avete già terminato tutto il catalogo netflix? Nessun problema, oggi proponiamo ben 3 film carini da far vedere a bambini da 3 a 12 anni. Iniziamo la lista fornita dai ragazzi di iFilmStreaming.net, che potete trovare sul loro sito dedicato ai film streaming.

Alieni in Soffitta
L’adolescente Tom, assieme ai cuginetti e alla sorella più grande, si trovano in una casa di campagna per passare le vacanze con i rispettivi genitori e la nonna. Qui scopriranno che nella soffitta si sono insediati dei piccoli alieni, dalle intenzioni tutt’altro che pacifiche, che cercano di mettere in atto il loro piano malvagio: il dominio della Terra. Il gruppetto di giovani dovrà iniziare un combattimento senza esclusione di colpi contro i verdi mostriciattoli.


Il clima in cui è immerso questo ‘Alieni in soffitta’ è il più classico della commediola fantascientifica di serie B americane. La stucchevole famigliola, con i due figli adolescenti alle prese con i problemi della loro età: il figlio secchione che cerca di andare male a scuola per non esser preso in giro, e la figlia alle prese con una cotta per un belloccio senza cervello. Non manca neppure la classica grigliata di carne alla americana. Il tutto viene disturbato dall’arrivo degli alieni, specie di ranocchie spaziali irte di denti e unghie, dalle intenzioni (banalmente) distruttive. Le armi usate da questi alieni non potevano essere comuni laser, bensì sono delle freccette in grado di prendere il controllo della persona colpita. Ma ovviamente per un qualche motivo biologicamente sconosciuto i giovani ne sono immuni. E così comincia la commediola degli adulti ‘posseduti’, che vengono controllati come marionette tramite joystick, con tanto di combattimento della nonna a colpi di dentiera e kung-fu. Sparapatate, bombe gravitazionali e mazze da baseball di plastica sono altri gadget con cui le due fazioni si confronteranno.


Il quadretto dipinto dal film è di un banale e ingenuo sconsolante. Chi si aspetta un film di animazione o una trama degna di qualche nota ne rimarrà deluso, anche se ottime sono le rappresentazioni digitali dei mostriciattoli. Dialoghi ingenui e storia piuttosto sempliciotta, con poche trovate divertenti e molti spunti ridicoli o assurdi, ne fanno un film adatto forse solo per i più piccoli, ma non troppo visto che ogni tanto parte qualche parolaccia. Ovvio il lieto fine e la scialba felicità conclusiva. Si poteva fare ben di meglio.

Alla ricerca dell Isola di Nim
La piccola 11enne Nim (Abigail Breslin) vive da anni su una sperduta e sconosciuta alle mappe isola nel Pacifico, in un clima favoleggiante, attorniata da amici animali (pellicani, iguane, foche), aiutando il padre biologo (Gerard Butler) nelle sue ricerche sul plancton. Quando il padre, durante una tempesta, risulta disperso per giorni in mare, la piccola si trova tutta sola, alle prese con l’arrivo di una barca di bucanieri (in realtà un tour operator folkloristico) e decide di chiedere aiuto al suo unico eroe oltre al padre: il prode avventuriero Alex Rover, di cui tanti libri ha letto. In realtà la scrittrice, Alexandra (Jodie Foster), soffre di agorafobia e da 4 mesi non esce di casa sua a Manhattan. Quando riceve per email la richiesta di aiuto della piccina, supera le sue paure e le corre in aiuto.


Il film è pervaso da un candido alone di fantastico. Tutto č possibile sull’isola, in cui la piccola Nim vive, parlare con i pellicani e gli animali, nuotare abbracciati ad una foca, arrampicarsi sul vulcano, e tutti vorrebbero avere una vita così, nel verde di un meraviglioso atollo incontaminato, ma circondati di tutte le moderne comodità, come il pc e il satellitare. La comicità è presente, mai volgare nè forzata ma sottile e discreta. Netta è la contrapposizione presente nel film tra l’ideale e il reale: da una parte le illusioni della piccola, che crede di vedere arrivare in suo soccorso un eroe in stile Indiana Jones e trova invece una spaurita donnetta piuttosto imbranata; allo stesso modo la scrittrice scopre di vivere a sua volta in un mondo di illusione, inventandosi storie di avventura senza avere la minima idea di cosa significhi vivere quelle situazioni. Infine troviamo il tema della famiglia riunita, quando il lieto fine campeggia imperioso e i tre eroi si trovano assieme sulla spiaggia, tutti quanti superati i loro problemi.

Toy Story 3

I giocattoli di un bambino si trovano a affrontare l’inevitabile crescita del loro padroncino Andy, che sta per andare al college; per loro si prospetta nel futuro la soffitta, l’essere regalati o, peggio, il pattume. Finiscono in un asilo dove dovranno giocare con bambini piccoli e, perciò, piuttosto irrequieti. Al gruppetto eterogeneo si affiancheranno altri personaggi, come Ken, che incontrerà la sua barbie, e Lotso grandi abbracci, il peluche rosa ‘dall’odore di fragola’ che comanda i giocattoli dell’asilo. La fuga dalla struttura si rivelerà più difficoltosa del previsto e piena di scene adrenaliniche.


Pixar e Walt Disney firmano un piccolo capolavoro, sottolineato anche dalla presenza del 3D e dalle consuete perfette animazioni digitali. Le tematiche fantastiche ed infantili sono solo una maschera per le morali più profonde e positive, come solo i film Disney riescono ormai a proporre. La storia è interessante fino alla fine, ricca di piccoli colpi di scena ed ironia (basti pensare a Ken, macho particolarmente effeminato che ha una sua casa dei sogni con enorme guardaroba). Torna il tema dell’amicizia, della lealtà e della sincerità, della gratitudine, e i ‘cattivi’ alla fine hanno la giusta punizione. Divertente e molto ben realizzato, per grandi e piccini.

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