Fantozzi al Cinema – Il numero 1 della Comicità Italiana

Anche se nessuno se lo sarebbe mai aspettato dopo la sua recente scomparsa, il nostro ragioniere preferito è riuscito a tornare nei cinema Italiani. Lo ha fatto in grande stile nel non lontanissimo 2013, grazie ad alcuni produttori e registi che hanno deciso di collaborare per riportare nelle sale uno dei miti della comicità italiana disponibile su filmsenzalimiti e cb01, se non il migliore dei sempre nel suo ruolo. Fantozzi è un genio amato da tutti quanti e non credo che mai nessun altro attore o duo comico riuscirà a raccogliere tanti consensi positivi tra un pubblico sempre piu esigente.

Fantozzi al Cinema, primo film

I Film andati in Onda nei cinema sono state ovviamente i primi che ha fatto, ovvero Fantozzi ed il secondo tragico Fantozzi. Ovviamente anche i successivi sono rimasti della stessa qualità, ma c’è un qualcosa di nostalgico che ci fa amare sempre le cose fatte per prime. Queste due pellicole sono andate in onda in molte sale italiane nell’ottobre del 2013, precisamente il 26, il 27 ed il 28 ottobre. A seguire invece la seconda pellicola a Novembre, nelle date del 2, 3 e 4. Senza sorprese, i due film sono stati visti da tantissime persone ma quello che ci è sembrato interessante è che anche il pubblico giovanissimo ha apprezzato le doti del nostro genio, ridendo di continuo dall’inizio alla fine.

Perchè Fantozzi piace tanto?

L’indimenticabile Paolo Villaggio

Non è difficile dare risposta ad una domanda così schietta, dato che tutto si può riassumere in poche parole. Il Ragionier Fantozzi nei suoi film ci mostra delle scene che molti di noi vivono continuamente dal vivo: essere maltrattati dal proprio datore di lavoro, essere maltrattati a casa o in qualunque altro posto. Succede a molti, forse per questo ci piace il nostro caro vecchio Fantozzi. Inoltre, l’uomo ha anche una famiglia comune come la maggior parte di noi e, in alcuni film cerca anche di conquistare una donna bella ma quasi sempre irraggiungibile. Insomma, scene che potete vedere in qualsiasi posto dell’Italia e non Solo.

Vedremo mai comici simili?

Checco Zalone nella scena di un suo Film

Di comici bravi e simpatici ne abbiamo conosciuto negli anni, come ad esempio Renato Pozzetto oppure il duo composto da Massimo Boldi e Christian de Sica. Nessuno di loro sembra però aver riempito il vuoto lasciatoci da Fantozzi. C’è però un attore che sta andando verso la stessa strada del ragioniere, raccontando i problemi quotidiani dei lavoratori in Italia: il grande Checco Zalone. Forse negli anni dimostrerà di essere all’altezza di Fantozzi, anche se nelle prime pellicole ha già siglato record su record sia di incassi che di consensi generali tra il pubblico (giovane e non).


Biancaneve e gli 007 Nani

Ambientato nel paese delle favole, l’equilibrio bene/male è retto da Munk e Mambo, due spiritelli che controllano il corretto svolgersi delle fiabe regolando la bilancia del bene/male. Come nel precedente film Cenerentola e gli 007 nani, anche stavolta l’equilibrio sarà sconvolto: protagonista è la piccola Biancaneve, la cui madre Grace, di animo puro e buono, muore improvvisamente. La giovane cresce senza la saggia guida della madre e, adolescente, si preoccupa più del suo aspetto e di far festa con le damigelle (Cappuccetto Rosso, Be Poop e Riccioli d’oro) che di far del bene ai suoi sudditi. La situazione degenera quando Biancaneve sarà vittima della perfidia di Lady Vanity, che si tramuterà in modo da somigliare tantissimo alla madre della fanciulla e cercherà di sposare il re, suo padre, per ottenere la corona. In aiuto della fanciulla ci saranno i 7 nani, che le mostreranno la via della bontà e della giustizia.


Il seguito di Cenerentola e gli 007 nani vuole proporsi, analogamente al primo film, come versione ironica e priva di riguardi sul mondo delle fiabe, che vengono stravolte e riscritte in maniera da risultare comiche. Stavolta tuttavia il mordente è davvero scarso: mancano le situazioni davvero graffianti, sagaci, manca una maggiore dinamicità che invece trova personaggi ed animazioni rigidi e bloccati, come la animazioni non eccelse. Si è mancato insomma il centro che altri film di animazione riescono ad ottenere, come Shrek, dove l’ironia beffarda e priva di riguardi risulta intelligente e accattivante. Le idee di fondo ci sarebbero, come i personaggi del mondo delle fiabe che vengono inclusi nella trama: pinocchio, il lupo cattivo, il principe azzurro, lo specchio delle brame, vengono tutti riproposti in uno sfondo adolescenziale, in un mondo di feste in discoteca, trucco davanti allo specchio e telefonate alle amichette col magico cellulare. Le voci della protagonista (Antonella Clerici) e dello specchio (Jerry Calà, che lancia un ‘doppio libidine’ ad un certo punto) non sono certo un punto in più a favore della pellicola.


Ci troviamo di fronte quindi ad un eccesso di buoni sentimenti, il voler far del bene è sicuramente una morale buona e un insegnamento giusto per i più piccini, ma il film non riesce ad intrattenere il pubblico più adulto e che cerca qualcosa di più vivo e profondo, o semplicemente di più divertente o sfrontato come ci si potrebbe attendere. Peccato.


Bee Movie – Un’Ape Speciale

La piccola ape neolaureata Barry Bee Benson ha di fronte a sè una vita di lavoro nell’alveare di New Hive City. La fabbrica produce, a pieno ritmo, il miele, lavorato dalle industriose api a partire dal nettare portato dagli aviatori (i fuchi-fichi). Le api sono ritratte come scrupolose operaie, la cui vita lavorativa evolve a tal punto in fretta che durante la cerimonia di laurea vengono già convogliate a visitare la fabbrica Honex, dove si divideranno i vari compiti per la produzione del miele. Ma Barry non vuole essere come tutti gli altri, e proprio il suo anticonformismo lo porterà ad uscire in volo dall’alveare, scoprendo il mondo esterno; qui conosce Vanessa, fioraia che gli salva la vita e di cui diventa amico. Barry scoprirà suo malgrado che i pericolosi umani costringono le api a produrre miele per venderlo, e porterà addirittura in tribunale le ingiustizie che vedono protagonisti i piccoli insetti.


Bee Movie è un film dei produttori di Shrek 3, la nota Dreamworks, quindi garanzia di ottime animazioni digitali; il film è pervaso da color vivaci, si potrebbe dire non a caso mielosi, battutine mordaci che punzecchiano le consuetudini umane e ritmo veloce, con simpatiche gag che rendono godibile la storia. Non si può non provare simpatia per il mondo insettesco, fatto di coccinelle e zanzare che si fingono morte sui parabrezza delle auto per scroccare un passaggio agli umani, ignari del piccolo ecosistema in fermento che li attornia. New Hive City si trova nel centro di Central Park, ed è una similitudine del mondo umano, con pregi e difetti (i fuchi sono aviatori dal rude tono militare con carisma e fascino sulle apette, le api operaie sono impegnate in catena di montaggio, e vivono in una specie di metropoli caotica perfettamente organizzata). Compaiono nel film anche personaggi del mondo reale, come Ray Liotta, che sponsorizza una marca di vasetti di miele, o Sting, il cui nome significa pungiglione. Le battute non risultano mai scontate, né ingenue, e il film spinge a riflettere sull’importanza di ogni essere vivente, per quanto piccolo esso sia.
La frase più simpatica:


“Ma lei è un avvocato?” e la zanzara “Madame, sono da sempre un parassita succhiasangue, mi mancava giusto la 24 ore…”


3 Film Streaming che i bambini adoreranno

Non sapete cosa far vedere ai vostri piccoli visto che avete già terminato tutto il catalogo netflix? Nessun problema, oggi proponiamo ben 3 film carini da far vedere a bambini da 3 a 12 anni. Iniziamo la lista fornita dai ragazzi di iFilmStreaming.net, che potete trovare sul loro sito dedicato ai film streaming.

Alieni in Soffitta
L’adolescente Tom, assieme ai cuginetti e alla sorella più grande, si trovano in una casa di campagna per passare le vacanze con i rispettivi genitori e la nonna. Qui scopriranno che nella soffitta si sono insediati dei piccoli alieni, dalle intenzioni tutt’altro che pacifiche, che cercano di mettere in atto il loro piano malvagio: il dominio della Terra. Il gruppetto di giovani dovrà iniziare un combattimento senza esclusione di colpi contro i verdi mostriciattoli.


Il clima in cui è immerso questo ‘Alieni in soffitta’ è il più classico della commediola fantascientifica di serie B americane. La stucchevole famigliola, con i due figli adolescenti alle prese con i problemi della loro età: il figlio secchione che cerca di andare male a scuola per non esser preso in giro, e la figlia alle prese con una cotta per un belloccio senza cervello. Non manca neppure la classica grigliata di carne alla americana. Il tutto viene disturbato dall’arrivo degli alieni, specie di ranocchie spaziali irte di denti e unghie, dalle intenzioni (banalmente) distruttive. Le armi usate da questi alieni non potevano essere comuni laser, bensì sono delle freccette in grado di prendere il controllo della persona colpita. Ma ovviamente per un qualche motivo biologicamente sconosciuto i giovani ne sono immuni. E così comincia la commediola degli adulti ‘posseduti’, che vengono controllati come marionette tramite joystick, con tanto di combattimento della nonna a colpi di dentiera e kung-fu. Sparapatate, bombe gravitazionali e mazze da baseball di plastica sono altri gadget con cui le due fazioni si confronteranno.


Il quadretto dipinto dal film è di un banale e ingenuo sconsolante. Chi si aspetta un film di animazione o una trama degna di qualche nota ne rimarrà deluso, anche se ottime sono le rappresentazioni digitali dei mostriciattoli. Dialoghi ingenui e storia piuttosto sempliciotta, con poche trovate divertenti e molti spunti ridicoli o assurdi, ne fanno un film adatto forse solo per i più piccoli, ma non troppo visto che ogni tanto parte qualche parolaccia. Ovvio il lieto fine e la scialba felicità conclusiva. Si poteva fare ben di meglio.

Alla ricerca dell Isola di Nim
La piccola 11enne Nim (Abigail Breslin) vive da anni su una sperduta e sconosciuta alle mappe isola nel Pacifico, in un clima favoleggiante, attorniata da amici animali (pellicani, iguane, foche), aiutando il padre biologo (Gerard Butler) nelle sue ricerche sul plancton. Quando il padre, durante una tempesta, risulta disperso per giorni in mare, la piccola si trova tutta sola, alle prese con l’arrivo di una barca di bucanieri (in realtà un tour operator folkloristico) e decide di chiedere aiuto al suo unico eroe oltre al padre: il prode avventuriero Alex Rover, di cui tanti libri ha letto. In realtà la scrittrice, Alexandra (Jodie Foster), soffre di agorafobia e da 4 mesi non esce di casa sua a Manhattan. Quando riceve per email la richiesta di aiuto della piccina, supera le sue paure e le corre in aiuto.


Il film è pervaso da un candido alone di fantastico. Tutto č possibile sull’isola, in cui la piccola Nim vive, parlare con i pellicani e gli animali, nuotare abbracciati ad una foca, arrampicarsi sul vulcano, e tutti vorrebbero avere una vita così, nel verde di un meraviglioso atollo incontaminato, ma circondati di tutte le moderne comodità, come il pc e il satellitare. La comicità è presente, mai volgare nè forzata ma sottile e discreta. Netta è la contrapposizione presente nel film tra l’ideale e il reale: da una parte le illusioni della piccola, che crede di vedere arrivare in suo soccorso un eroe in stile Indiana Jones e trova invece una spaurita donnetta piuttosto imbranata; allo stesso modo la scrittrice scopre di vivere a sua volta in un mondo di illusione, inventandosi storie di avventura senza avere la minima idea di cosa significhi vivere quelle situazioni. Infine troviamo il tema della famiglia riunita, quando il lieto fine campeggia imperioso e i tre eroi si trovano assieme sulla spiaggia, tutti quanti superati i loro problemi.

Toy Story 3

I giocattoli di un bambino si trovano a affrontare l’inevitabile crescita del loro padroncino Andy, che sta per andare al college; per loro si prospetta nel futuro la soffitta, l’essere regalati o, peggio, il pattume. Finiscono in un asilo dove dovranno giocare con bambini piccoli e, perciò, piuttosto irrequieti. Al gruppetto eterogeneo si affiancheranno altri personaggi, come Ken, che incontrerà la sua barbie, e Lotso grandi abbracci, il peluche rosa ‘dall’odore di fragola’ che comanda i giocattoli dell’asilo. La fuga dalla struttura si rivelerà più difficoltosa del previsto e piena di scene adrenaliniche.


Pixar e Walt Disney firmano un piccolo capolavoro, sottolineato anche dalla presenza del 3D e dalle consuete perfette animazioni digitali. Le tematiche fantastiche ed infantili sono solo una maschera per le morali più profonde e positive, come solo i film Disney riescono ormai a proporre. La storia è interessante fino alla fine, ricca di piccoli colpi di scena ed ironia (basti pensare a Ken, macho particolarmente effeminato che ha una sua casa dei sogni con enorme guardaroba). Torna il tema dell’amicizia, della lealtà e della sincerità, della gratitudine, e i ‘cattivi’ alla fine hanno la giusta punizione. Divertente e molto ben realizzato, per grandi e piccini.

Altri film educativi li troverete qui!


L’Arca di Noè ci salverà tutti?

La storia della vicenda biblica dell’arca di Noè, che mise in salvo una coppia di animali per specie, durante il diluvio universale, bene o male la conosciamo tutti. In questo film, coproduzione argentino-italiana (tra i doppiatori anche Gennaro Gattuso), vedremo un po’ i ‘retroscena’ della vicenda. Come furono richiamati gli animali da Noè? E come fu la convivenza all’interno dell’Arca, tra animali e uomo e tra gli stessi animali, erbivori e carnivori messi insieme? In chiave di fumetto la vicenda sarà ripercorsa, non senza alcune leggere variazioni della storia originale.


Per quanto il film sia ben fatto come animazioni (anche se non utilizza tecniche di grafica 3D, infatti i paesaggi e i personaggi sono realizzati più che discretamente) tuttavia L’Arca di Noè stenta ad attirare l’attenzione dello spettatore e a mantenerla viva fino alla fine. Anzi in alcuni punti risulta davvero noioso, ancor più per un pubblico di adulti, trovando soltanto un paio di scene con un minimo di ‘azione’ degne di essere guardate. Per il resto rimane una sequela di lenti dialoghi, quasi rivolti ad un pubblico ritardato, con animali che fanno smorfie, peti vari e sono impegnati in tresche amorose o discorsi piuttosto ingenui.


Qualche facile moralismo e l’insegnamento del dover andar tutti d’accordo andrebbero bene soltanto per un pubblico di piccoli chierichetti, però il film è infarcito di doppi sensi a sfondo sessuale, risultando così precluso anche a questo target. Insomma, un film che difficilmente accontenterà i più, per questo o quel motivo. Lo stesso personaggio di Dio (un grasso nero con barbetta bionda!!) lo dice in un paio di occasioni: ma non ci servirà qualcosa di più per mantenere desta l’attenzione? La risposta non può che essere affermativa.


Animatrix – un Film Imperdibile

Nove piccoli episodi, di durata inferiore ai 10 minuti ciascuno, scollegati tra loro ma collegati al mondo di Matrix, anticipandone personaggi ed eventi della serie cinematografica dei fratelli Wachowski, cui appartiene anche questo progetto. Gli episodi sono realizzati in stile manga o computer grafica (in particolare il primo episodio, di una qualità eccezionale). Vi troviamo la nave spaziale Osiris, quindi la storia di ragazzi che scoprono casualmente il mondo di Matrix, quindi il racconto della scoperta di un bug in Matrix che viene scoperto da alcuni ragazzi giapponesi ma prontamente riparato dagli sterminatori. Troviamo la storia dell’avvento di Matrix, con le motivazioni che hanno dato l’inizio alla guerra tra uomo e macchine e alla costruzione di Matrix.

Il film è rivolto ai fan di Matrix, che ne hanno visto la trilogia e vi si sono appassionati. Altrimenti risulta una sequenza di episodi poco interessanti e realizzati con la qualità manga, che può non piacere a tutti. Nel complesso un interessante film per i cultori della serie.


Recensione di Cappuccetto Rosso e gli Insoliti Sospetti

Un film di animazione del 2006 passato in sordina (non mi era parso di vedere in tv neanche un trailer, sinceramente). Eppure spettacolare, una gioia per gli occhi di grandi e piccini. La fiaba di cappuccetto rosso rivista in chiave moderna. Cappuccetto rosso che fa consegne di torte e pasticcini nella foresta per conto della nonnina (non troppo da calzamaglia!) che gestisce una casa dolciaria, il lupo reporter, il coniglietto pasquale, lo spaccalegna, lo scoiattolo invasato e adrenalinico, la rana detective con i poliziotti porcellini ed altri personaggi fantasticamente creati, tutti che cercano la soluzione di un giallo/thriller: trovare il ladro di ricette della foresta.


Le animazioni meravigliose e ben realizzate, i personaggi simpaticissimi (vogliamo mettere con la capra canterina della montagna!?), l’intreccio splendidamente realizzato della trama, ricca di colpi di scena che fanno apparire quel che sembrava diverso da quel che è, la colonna sonora incalzante (dice già molto l’inizio del testo della canzone: ‘Vivo in un bosco dove niente è come sembra’) rendono questo film semplicemente meraviglioso. Da trovare in dvd.


Recensione di Asterix e i Vichinghi

In Asterix e i Vichinghi i simpatici Galli creati dalla penna di Goscinny e Uderzo dovranno vedersela con lo sbarco sulle coste francesi dei Vichinghi, che rapiranno un giovane gallo in quanto ritenuto maestro di ‘paura’. Per farsi insegnare la paura i Vichinghi lo porteranno nel loro villaggio, ma Asterix e Obelix non staranno fermi a guardare…


Questo film di animazione ricalca molto gli episodi della serie Asterix precedenti: i Galli hanno la solita pozione magica che li rende invincibili, e fanno la festa ai Romani (in questo film c’è solo un’incursione contro i legionari) quando non litigano fra loro armati di pesci e menhir. Qualche innovazione legata ai tempi moderni è stata fatta nel film (vedi il piccione viaggiatore sms), e anche la grafica e le animazioni sono certamente molto curate e gradevoli, anche se alla fine resta un semplice cartone animato non destinato a lasciare il segno. Simpatico.